La Chiesa di Sant'Antioco

La chiesa dedicata a Sant'Antioco martire è strettamente legata al convento dei frati Cappuccini, cui apparteneva.
La fondazione del convento fu deliberata dall'assemblea dell'Ordine tenutasi a Sorso nel 1612, a seguito degli accordi intercorsi tra gli stessi Cappuccini, il marchese e la comunità della Villa di Sorris.
Non si sa con certezza se la chiesa di Sant'Antioco sia stata costruita contemporaneamente al convento, oppure se, come sostengono alcune fonti, si tratti della ristrutturazione di una chiesa già dedicata al Santo costruita nei primi anni del '600.

Si sa invece con certezza che il 13 dicembre del 1629, alla presenza del sindaco, del marchese, del Padre provinciale dell'Ordine e col consenso dell'arcivescovo di Cagliari, fu innalzata e benedetta la croce nel piazzale della chiesa in costruzione. Il 28 aprile del 1630, grazie anche alle donazioni effettuate dalla popolazione di Villasor, i lavori furono portati a termine.

Il convento subì gli effetti del Regio Decreto 7 luglio 1866, che soppresse gli ordini, le corporazioni, le congregazioni e i conservatori religiosi, e impose la cessione dei beni ad essi appartenuti al demanio dello stato.

Nei locali dell'ex convento furono quindi trasferiti il municipio, che vi rimase fino al 1934 (anno in cui fu trasferito nella nuova e attuale sede), e le scuole, che vi rimasero fino agli anni sessanta. Dopo il restauro del 1967, ospitò l'asilo infantile, poi scuola materna comunale, "S.Giuseppe" (precedentemente ubicato nella via Renzo Cocco), che vi ha avuto sede sino al 2002.

La chiesa, che in passato è stata abbandonata e addirittura chiusa al culto, è stata di recente oggetto di importanti restauri che ne hanno permesso la fruibilità all'intera comunità.

Al suo interno sono presenti opere di pregevole valore: il fonte battesimale del 1743 (recante l'iscrizione: "HOC OPUS FECIT DOM.CUS SPATIUS"); l'altare principale in legno, con un dipinto risalente ai secoli. XVII - XVIII, Fonte battesimale raffigurante due angeli in adorazione; due altari lignei intarsiati del XVII secolo; un marmo bizantino raffigurante un leone e un toro; una pila per l'acqua santa del '600; due grandi tele risalenti ai secoli XVII - XVIII, raffiguranti l'una Cristo in croce con la Madonna, e l'altra, dotata di una splendida cornice in legno intagliato, San Felice da Cantalice con Madonna e Bambino. Un terzo dipinto, raffigurante Cristo con alcuni frati santi ai piedi della sua croce, si trova presso la Sopraintendenza ai beni artistici di Cagliari, è stata restaurata, ed il suo rientro è previsto a breve.

Ogni anno, la seconda settimana successiva alla Pasqua si tengono i festeggiamenti in onore del Santo, martire sulcitano. In passato la sagra era particolarmente sentita, in particolare dagli abitanti del rione, is guventaiusu. Il Santo veniva invocato affinché facesse piovere e permettesse il regolare svolgimento dell'attività agricola, da sempre colonna portante dell'economia locale. Veniva acceso un falò, su foghilloi se Sant'Antiogu, nello spiazzo tra via Roma, via Cimitero e via Brundu, ed il giorno successivo molti si recavano sui resti del fuoco per poter prendere dei tizzoni da tenere in casa come amuleti, in venerazione del Santo.

 

 

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Data di ultima modifica: 21/02/2017


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